A game of retribution
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Il mio pensiero? Si potrebbe ridurre a: è stupendo, splendido, incredibile, unico, inimitabile, fantasmagorico. Ma mi rendo conto che questa sarebbe la recensione più brutta scritta in questi anni. No perché non rispecchi il mio pensiero, ma quanto più che altro perché stringata e voi sapete quanto mi piace manifestare le emozioni provate durante una lettura. Mi rendo anche conto che spesso davanti a certe storie le chiacchiere stanno a zero e questa serie mi ha stregata da sempre, mi trascina dentro le parole, nel racconto. Il dio dell’Oltretomba è potenza assoluta, è l’oscuro e la luce, ed è follemente innamorato e in questa pagina della sua storia ho toccato la disperazione, il terrore di perdere la sua futura regina perché lei è il suo punto debole, il suo punto di rottura, l’unica persona a renderlo vulnerabile “Il dio aveva pochi vizi, e tra questi vi erano le gare, il whisky e Persefone, la sua dea della primavera. Due di questi non avevano mai interferito con la sua routine, non avevano mai rappresentato un’evasione al punto da definirsi una distrazione. Ma Persefone era qualcosa di più: era una dipendenza. Un appetito che Ade non riusciva a saziare.” Intensità è quello che penso davanti a queste due serie. Ho la mia preferita, proprio questa dalla parte di Ade, forse perché entrare nella mente di un dio potente come quello dell’Oltretomba, colui che potrebbe interferire con la morte e la vita di noi comuni mortali (ne porta i segni sottopelle, delle linee sottili che lo legano per sempre a quelle persone che ha deciso di scambiare con qualcun altro). Lui rappresenta l’equilibrio e in questo volume se ne percepisce ancora di più questa sua prerogativa e lo fa non perché “se ne lava le mani” quanto più che altro perché ricorda il momento in cui quell’equilibrio è stato spezzato e il vedere le persone soccombere al caos lo ha fatto soffrire. E questo equilibrio lo difende ancora di più se compromesso da un capriccio di un dio. Ora ha anche un altro scopo proteggere colei che ama, Persefone. Alla base di questo capitolo c’è la fiducia, e qui Persefone pecca sempre tanto, ma lei non ha una mancanza di fiducia in Ade, quanto più che altro in se stessa e in quello che potrebbe fare e diventare, cresciuta lontana dai suoi poteri non sa fin dove si possano spingere, non sa quanto le sue emozioni, i suoi turbamenti influiscano sulla loro potenza che dalla vita possono passare alla distruzione in un attimo. Il rapporto tra loro è minato dai silenzi, dalla difficoltà di comunicare in maniera corretta, il loro è un forte e giovane amore, con una grande passione e imperversato dalle insicurezze, dalla paura di perdersi “Ti amo. Se anche le Moire disfacessero il nostro destino, troverei il modo di tornare da te.” Potrei andare avanti a parlarvi di questo libro per ore, disquisire con voi per giorni senza mai stancarmi, come non mi stancherei nel consigliarvi di leggere entrambe le serie di Ade e Persefone, perché vivere entrambi i punti di vista credo sia una vera e propria fortuna. Ringrazio come sempre la casa editrice per questo magnifico viaggio che mi stanno permettendo di fare (giusto per la cronaca ho tutti e quattro i volumi e continuerò ad acquistarli e leggerli e rileggerli). Io torno a sentirmi orfana da Ade e Persefone come ogni volta che termino una lettura di queste serie.
Fantasy